Associazione Culturale - "Le radici profonde non gelano"

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Foto Recenti

41025057938ba9a2ced25813c20e0584 41025057938ba9a2ced25813c20e05...
Vedi altri media

ASSOCIAZIONI CULTURALI

Link

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

lunedì, 22 giugno 2009
Dall'ultima riunione del Direttivo

Finalmente il quadrumvirato è riuscito a trovarsi faccia a faccia per un confronto che effettivamente mancava da un po' di tempo. Dopo un altro (proficuo) incontro di formazione per gli iscritti avvenuto nel mese di Maggio è stato inevitabile uno stop che ci porta ora con la testa almeno a Luglio, quando è stata lanciata l'idea di andare a camminare in montagna (esercizio non solo per il fisico).

Dopo la dovuta pausa di Agosto ci sarà a Settembre, per la precisione il 12, il novantennale dell' impresa fiumana: invevitabile pensare ad una iniziativa dedicata al poeta e scrittore Gabriele D'annunzio.

Ad Ottobre sarà la volta del ventennale del muro di Berlino: sarebbe bello riuscire ad organizzare un dibattito sul tema che, spiegando la storia a chi non la conosce, dia modo di guardare al futuro in maniera consapevole.

Per il momento meglio fermarsi....non è necessario mettere troppa carne al fuoco ma reputo anticiparvi che uno di noi è al lavoro su un importante progetto sociale assolutamente consono a questi tempi di recessione globale.

A presto

 

PER CONTATTI: minastirith.cr@libero.it

Postato da: Sanguenero a 15:06 | link | commenti (2)
resoconto incontri associazione, attivitĂ  associazione

lunedì, 08 giugno 2009
Segna la data !!

 

Venerdì 19 giugno - dalle ore 19
al Centro Sportivo "La Dominante"
via Ramazzotti 19 - Monza (di fronte all'Ospedale nuovo)
 
Non mancare !!

E' una festa all'aperto, un'occasione d'incontro e di convivialità
Come è nel nostro stile è anche un'occasione di approfondimento, con la presentazione dello splendido libro di Gabriele Marconi, e di allegria, con l'opportunità di ascoltare le nostre canzoni.
 
L'ingresso della serata è assolutamente libero e gratuito.
Saranno a disposizione un buffet e il bar (a pagamento...) aperti tutta la sera.
Contiamo quindi di vederti, di salutarti, di stare insieme... e speriamo che tu voglia divulgare questa notizia per condividere con amici e conoscenti questa IV Festa della Compagnia Militante di Monza.
 
Ti aspettiamo
Nunzio Cassaro

Postato da: Sanguenero a 15:48 | link | commenti
cultura, festa, militanza

martedì, 17 marzo 2009
1909-2009 Cento Anni di Futurismo



CANTIERE FUTURISTA!
Scarica la locandina dell'evento con il programma:

Locandina Cantiere Futurista


(Clicca col destro e seleziona "Salva oggetto con nome")


Per maggiori informazioni visita il sito

http://www.cantierefuturista.splinder.com

Postato da: Bjorn793ad a 09:57 | link | commenti
cultura

domenica, 15 marzo 2009
Sale e salette

A Cremona c'è uno delle poche sale cinematografiche in italia che non ha boicottato il film Katyn, appena uscito.

Katyn è il nome della località in cui, durante la seconda guerra mondiale, vennero ammazzati migliaia di soldati polacchi a sangue freddo. Fino a pochi anni fa, questo massacro era stato attribuito ai tedeschi. Ma la verità era un'altra: furono gli stessi sovietici a sterminare quegli uomini e per decenni negarono le proprie responsabilità.

Il film Katyn, di un famoso regista polacco, narra proprio di questo episodio. E per questo, in moltissime sale cinematografiche italiane, oggi, nel 2009, è stato rifiutato.

Dunque, chi ne ha la possibilità, vada al CineChaplin in settimana. A vedere Katyn. A dimostrare che, oggi, nel 2009, il muro della menzogna sta crollando.

Postato da: Bjorn793ad a 21:40 | link | commenti
cultura

mercoledì, 25 febbraio 2009
Lo stile di vita americano deve scomparire

Fonte: www.bestcyrano.org 

La cultura consumista occidentale che influggiamo al resto del mondo è davvero la vetta della nostra evoluzione? Se lo è rinuncio alla mia appartenenza alla razza umana. Sebbene non tema di essere costretto a presentare le mie dimissioni molto presto, dal momento che il nostro cosiddetto “non negoziabile stile di vita americano” è merda per miliardi di ragioni.

Noi delle nazioni “sviluppate” occidentali, particolarmente negli Stati Uniti, siamo un’enorme disgrazia per la nostra specie. I nostri modi miopi, egocentrici, presuntuosi, immaturi e oscurantisti di esaminare e di interagire con il resto del mondo, compresi gli altri animali umani, animali non umani e la stessa madre terra, sono criminali sino alla nausea e oltre.

E perché non dovrebbero esserlo? Ci sentiamo così portatori di diritti, in modo enormemente patologico, che crediamo in realtà che possiamo mercificare il mondo e tutti i suoi abitanti e risorse per aumentare e assicurare la nostra “prosperità”, “sicurezza” e “crescita economica”. Siamo condizionati a credere alle parole astoriche, manipolatrici ed enormemente distorte che vengono incanalate, nei nostri avvizziti ed atrofizzati cervelli, da teste parlanti, pulite e ben pettinate, di parassiti che devono le loro anime carrieriste ad un sistema che sta distruggendo il mondo.

E perché noi americani statunitensi non dovremmo credere che la nostra “brillante città sulla collina” abbia diritto a tutto ciò che i nostri piccoli cuori possono desiderare (e che le nostre forze armate da mille miliardi di dollari l'anno possono saccheggiare)? Stiamo tutti vivendo alla grande grazie al genocidio che i nostri antenati hanno commesso contro i nativi di Turtle Island. Dopo tutto chi si preoccuperà di una piccolezza come 10-100 milioni di “uomini rossi” morti? O dei 100 milioni di schiavi neri che hanno fortemente (e involontariamente aggiungerei) contribuito allo sviluppo della nostra nazione economicamente ciclopica? Riesco già a vedere scrollare le spalle e attenuare le potenziali colpe con gli argomenti di seconda mano che “abbiamo fatto di più di quanto dovuto a loro”, “ non si può cambiare il passato”, o “ io non ero lì quando ciò accadeva”. Bene, indovinate un po'. Non sto suggerendo riparazioni o scuse. Chi se ne fotte di mettere cerotti sulle ferite aperte. Siamo barbari camuffati da cristiani illuminati--ci siamo illusi sino al punto di credere che la nostra merda profumi come le rose. Quanto lontano dovremo andare prima di porre un termine alla nostra pazzia?

I branchi di grandi animali marini sono crollati del 90% dal 1950. Gli orsi polari e i pinguini stanno affogando a sciami. Il bestiame, i maiali e i polli soffrono orrori indicibili nei centri di tortura eufemisticamente definiti fattorie industriali, in gran parte perché noi si possa fare il nostro “spuntino fast-food” e distruggere il mondo un hamburger alla volta mangiando da McDonald’s. Il 50% delle foreste tropicali mondiali sono perdute e, se il tasso attuale continua, saranno tutte scomparse entro il 2090. Una specie vivente unica si estingue ogni 20 minuti.

Psicopatici senza coscienza come George W. Bush e Dick Cheney salgono di routine alle più alte posizioni di potere, visibilità e responsabilità nella nostra società da incubo. Abbiamo già massacrato più di un milione di iracheni come rappresaglia per le 3000 persone che essi NON hanno ucciso l'11 settembre. Uno sproporzionato sacrificio umano ai suoi livelli più alti. Lavoro ben fatto Usa! (Ci si potrebbe chiedere quanti ne avremmo uccisi se gli iracheni fossero stati i veri responsabili degli attentati al WTC).

Mi chiedo, caro lettore, se ti stai chiedendo la stessa cosa che mi chiedo io mentre scrivo: ma cosa c'è che non va in noi? Noi americani statunitensi eccelliamo nel lodare a parole Cristo e/o il Dio del vecchio testamento, ma la verità è che il nostro vero Dio è Mammona. Persino coloro che rigettano la cultura mainstream e la sua ossessione per la ricchezza e le proprietà materiali sono costretti a sottomettersi all'onnipotente dollaro, nel nostro maledetto sistema capitalista del “cane mangia cane” e del “ il vincitore prende tutto”.

Ci illudiamo di avere il monopolio sulla “libertà” e la “decenza”. Di fatto ci siamo fottuti le menti sino a credere che sia nostro “dovere” “civilizzare” il resto del mondo. In realtà noi siamo schiavi del debito e del salario che giocano ognuno un ruolo nel perpetuare un sistema che è enormemente immorale, sfruttatore e malvagio. Esportiamo la nostra cattiveria tramite la nostra politica estera intrisa di sangue. “Prendiamoli prima che siano loro a prendere noi” è il nostro motto, anche se ci capita di essere l'equivalente di Mike Tyson che polverizza un neonato. Hey, avrebbe potuto attaccarci una volta cresciuto, giusto?

Per quelli di noi ai quali l'indottrinamento non è riuscito a togliere almeno un briciolo di decenza morale c'è ragione per un qualche ottimismo. Come una piramide che si regge sul suo vertice il capitalismo è destinato a cadere. Lineare, di corte vedute, caotico, enormemente immorale, e dipendente da una crescita infinita in un mondo finito, essa ha già raggiunto l'obsolescenza nelle menti di molti pensatori critici intellettualmente onesti. I suoi miliardi di vittime hanno forse alla fine scoperto il suo punto debole: la guerra asimmetrica. Nella sua insaziabile sete per fare di tutto una merce, il capitalismo è entrato in conflitto con la stessa madre natura. Se non saranno le vittime dell'imperialismo e del capitalismo di monopolio a buttare giù questo figlio di puttana, lo farà la terra. E ho fiducia di parlare per conto di molti quando affermo che il mondo riceverà un'autentica benedizione quando la nostra violenta, gerarchica e maligna cultura di omicidio e caos sarà strozzata a morte, come un colpevole che alla fine incontra una vittima che ha i mezzi per sconfiggerlo.

Nel frattempo possiamo accelerare la sconfitta della cultura dominante, come Derrick Jensen ha etichettato il nostro modo di essere capitalistico e occidentalizzato marcio fino al midollo. Come suggerisce Jensen abbiamo bisogno di costruire sulla cultura di resistenza che si sta rapidamente espandendo nell'ambiente pre-rivoluzionario in cui ci troviamo.

Mentre l'inevitabile crollo o rivoluzione si avvicina (le elite al potere possono fottere la gente o l'ambiente duramente prima che il contraccolpo le trascini via) ci sono molte cose che possiamo fare (in base alle nostre capacità e risorse) per sabotare questa macchina assassina e senza pietà.

Gli studenti di storia noteranno che sono necessari tutti i tipi di persone e attività per abbattere un'establishment oppressivo e marcio profondamente trincerato. Scioperanti, boicottatori, organizzatori, pensatori, scrittori, leader spirituali, manifestanti, disobbedienti civili, obiettori di coscienza, fornitori di risorse e i gruppi impegnati in azione diretta come l’ALF [Animal Liberation Front n.d.t.] sono tutti essenziali al successo nel resistere alla considerevole forza e tenacità di coloro che detengono la maggioranza della ricchezza e del potere mondiali.

Perciò, come suggerisce Jensen, trovate ciò che vi piace e fatelo in modo da far traballare un po' di più quella piramide rovesciata.

E quando arriverà il momento, quelli di noi che si aggrappano così terribilmente alle loro armi sapranno cosa fare con esse.

Jason Miller - 07/05/2008


 

Postato da: Kernunnos999 a 07:32 | link | commenti
riflessione

lunedì, 09 febbraio 2009
TESSERAMENTO 2009

Apre ufficialmente(ufficiosamente quest'autunno abbiamo accolto le prime richieste) il tesseramento per l'anno in corso all'Associazione culturale Minas Tirith-Cremona Tricolore.

Ci aspetta un anno potenzialmente foriero di grandi soddisfazioni, ricco di formazione (primo appuntamento il 22 Febbraio),azione e contatti con realtà affini: qualcosa é stato fatto l'anno passato ma questo può, deve essere e sarà l'anno della svolta, l'anno in cui il nostro albero affonderà veramente le radici nel terreno della nostra realtà locale.

Qualche testa funzionante si é già inserita nel gruppo

VIENI ANCHE TU!

Info:minastirith.cr@libero.it

Postato da: Sanguenero a 17:11 | link | commenti
cultura, appello, militanza, attivitĂ  associazione

mercoledì, 04 febbraio 2009
Giornata del Ricordo

In occasione della ricorrenza del 10 febbraio Giorno del ricordo delle vittime delle Foibe e dell'Esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati,

il Comitato 10febbraio di Cremona organizza la conferenza:

Foibe ed esodo:

una tragedia a lungo dimenticata

Che si terrà SABATO 7 FEBBRAIO 2009 ore 18:00 presso la Sala Piccola del p.zzo Cittanova Corso Garibaldi 120, Cremona.

Introdurrà lo storico e giornalista Luciano Garibaldi, e porteranno la propria testimonianza il Presidente dell'Associazione esuli istriano-dalmati di Cremona Mario Ive e l'esule Dalmata Tommaso Caizzi.

per informazioni contatto E-mail: 10febbraiocremona@libero.it

Postato da: Sanguenero a 10:22 | link | commenti (1)
cultura, riflessione, ricordo

venerdì, 17 ottobre 2008
Una Crisi per domarli, una crisi per trovarli, una crisi per ghermirli e nel buio...

…Una magia!

Una Crisi per domarli, una crisi per trovarli, una crisi per ghernirli e nel buio incatenarli. Nella terra delle Banche, dove l’oscurità scende e… il mutuo sale.
Questa non è una crisi economica e neppure una crisi finanziaria, ma è semplicemente una crisi esistenziale, una crisi della Quarta Era (contemporanea), dove l’occhio regna e gli eredi di Aragon sono “Briganti”.



Per risolvere “la crisi” non ci vuole un economista, ma il ritorno di Gandalf. Non solo perché tutta la nostra classe politica, non è capace di spiegarcela ma, soprattutto, perché quelli che chiamiamo soldi, si sappia, non esistono. Sarà lei , la nostra classe politica loro a trasformarla in crisi reale, mediante qualche legge o decreto che farà pagare, a noi “r-esistenti”, quello che in realtà non esiste. In pratica faranno una “stregoneria”.

Un mondo basato sull’economia che va in crisi proprio sull’economia e senza fattori esterni di pressione è sostenere che il Medio Evo sia terminato per crisi delle vocazioni o che L’era Antica, basata sull’etica guerriera e sulla sacralità della vita, sia finita per un’improvvisa esplosione di obiezioni di coscienza. Mordor non crolla per troppa cattiveria.

Ci hanno detto: “c’è troppa moneta virtuale in giro”, la quale non corrisponde alla ricchezza reale. Ma allora dov’è la crisi se, in quest’era, è sempre stato così?!? Una “crisi”, interrompe momentaneamente uno stato di “normalità”. Ma se normalmente si deposita in banca un euro, frutto del proprio lavoro, quindi legato ad una ricchezza reale, e le banche per quel deposito di un euro, ne prestano otto, che sono totalmente virtuali e questo lo fanno “normalmente” da sempre, dov’è la crisi? Voi direte: “Hanno esagerato”. Bene, pensateci: come si fa ad esagerare su una cosa che non esiste? Magia!

In piena coerenza (sic!) liberista, i soldi non sono legati a nulla di reale, ma alla capacità di produrre beni. Essendo, secondo i loro calcoli da “pazzi illuminati”, la capacità di produrre illimitata, la quantità di soldi è illimitata: io produco una bottiglia e le banche di emissioni mettono in circolazione l’equivalente in moneta di quella bottiglia; io sviluppo una ricerca sulla bottiglia e loro mettono in circolazione l’equivalente in moneta di quella ricerca; io dirò che farò questa o quell’altra cosa e loro emettono azioni. Ma se si rompe la bottiglia e le mie ricerche falliscono, loro quei soldi li tolgono dalla circolazione? No e, quindi, quei soldi normalmente non esistono. E gli esempi possono continuare…

L’Economia è la gestione di quello che ho. Per avere qualcosa, quella cosa deve esistere. A questo punto, la prima domanda da farsi e come fa lo stato a gestire l’economia se non è possessore più di nulla? Da tempo non possiede la moneta e da una ventina di anni, con le privatizzazioni, neanche la propria “ricchezza”. Ma non è finita qui. Gli orchetti vari ed i “padroni del vapore” hanno inventato la “Finanza” che è l’epicentro della gestione economica. Cioè la gestione e l’economizzazione di quello che in realtà non ho e che per altro, in parte forse esisterà ed in parte sicuramente non esisterà mai. Una stregoneria! Degna dei “nove anelli” (Banck of America, Marrill Lynch, Bank of New York Mellon, Citigroup, Goldman Sachs, Jp Morgan Chase, Morgan Stanley, State Street, Wells Fargo, “Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende”). Hanno economizzato il tempo, il futuro, le capacità future, il latte delle mucche che ancora non sono nate, i raccolti del grano sino al 2035, il debito dei debitori, il credito dei debitori-creditori, il debito del debito… e per vendere a quattro beduini del deserto, missili da un milione di dollari l’uno, hanno stampato dollari “falsi” che qualcuno un giorno pagherà, registrando il tutto in archivi che, per magia, sono spariti sotto le “Due Torri”.


Addirittura, hanno economizzato la natura. Per legge puoi emettere tot emissioni nocive nell’ambiente, se ne emetti di meno, puoi venderti quelle quote, a qualcuno che vuole inquinare di più, favorendo l’emissione “normale” di soldi. Mi domando: ma cosa possano mai corrispondere in termini reali quei soldi.? Alla nostra morte, è ovvio. Hanno monetizzato anche quella. Mordor allo stato puro…

Si chiederà qualcuno: “Ma come funziona la magia”? Ricapitoliamo. Da quando il mondo è mondo, il fallimento del debitore danneggia il creditore non il fallito. Quindi, se il “debitore nazqûl” trasforma “magicamente” il “debitore Stato” in acquirente del debito del “debitore banca”, il fino ad ieri “fallito Stato”, diviene creditore del suo debito, arrivando alla parità del bilancio. Esattamente quello he sta avvenendo nel mondo reale. Ma la magia è proprio questa: rendere un debito irreale (quello bancario…) un debito reale e farlo pagare allo stato, cioè al: “cittadino reale” che lavora: cioè, a noi… Vi sembra complicato? No, è una magia!

E, come avviene in magia, c’è pure l’incantesimo: come mai nessuno si domanda: “Chi cazzo è l’UNICO creditore di tutto?”.

La crisi vera e quando non si ha il grano e si muore, ma oggi che per ogni essere umano si producono 400Kg di grano a testa e NORMALMENTE si continua a morire di fame, come possiamo chiamarla? La crisi vera è quando non esiste ricchezza reale da economizzare, o quando si ha ricchezza ma non la si può scambiare, ma quando di ricchezza e di moneta se ne hanno a iosa, “essere in crisi” è davvero una magia!

Per puro divertimento ci domandiamo anche: se questo è il sistema migliore possibile, ma soprattutto il più bravo in economia, perché nessuno dice quant’era il debito pubblico dell’Italia e della Germania, ante guerra? E quello di noi meridionali prima del risorgimento? Il debito, cioè, di chi quei soldi “falsi”, non solo non li faceva circolare ma, soprattutto, non li emetteva? Meglio non dirlo: se il “revisionismo” non è storia ma un crimine, gli storici ufficiali non sono intellettuali ma sbirri, che non ci mettono nulla a schiaffarti in galera. Sarò pure scemo, ma soffro di reumatismi.

E’ dalla fine della seconda Guerra civile europea che lo Stato ha il debito pubblico. Fermo restando che nessuno ci dice con chi abbiamo questo debito, si è arrivati al punto che è impossibile pagarlo. Infatti, lo Stato, con i nostri soldi, non paga il debito, ma gli interessi sugli interessi di quel debito.

Altra domanda magica, “magicamente” senza risposta. Presupponendo, invece, che quella che fin qui abbiamo definito “magia” in verità non lo sia affatto e che tutto sia reale, se si accetta di socializzare le perdite, perchè non si chiede di socializzare i guadagni?

Qualcuno dirà: “Ma tutti i politici vogliono uscire dalla crisi!” Bene, risponderò: e allora, chiediamoci perché ci siamo entrati? Risposte vaghe? Nessuna risposta? Ennesima magia… Ennesimo incantesimo…

Ma io sono “troppo” scemo, uno scemo all’antica, e siccome non riesco, per natura, a vivere con i debiti, sono ancora più scemo. Ci sono troppi soldi in giro che non corrispondono a beni reali? Bene, io avrei una soluzione ed è questa: che la smettessero di stampare ancora più soldi. Infatti, mi sono messo a risparmiare per pagare il debito pubblico e calcolando calcolando, sono arrivato alla soluzione: se tutti gli italiani continuassero a lavorare 8 ore al giorno e si limitassero semplicemente a spendere i propri soldi per il cibo, riusciremmo a saldare il debito “iniziale” , dopo appena 658 anni. In un’altra Era. Ma a quel punto i nostri bis-bis-bisbis-nipoti avranno consegnato tutti i nostri soldi ai banchieri e gli rimarrebbe da pagare l’interesse e l’anatocismo che, comunque, non riusciranno mai pagare. Non perché sia enorme il debito composito, ma semplicemente perchè non ci sarebbero materialmente-realmente più soldi in circolazione. Quindi - ripeto - abbiamo una crisi che non esiste, che ovviamente ha una soluzione che non esiste. Magicoooo!


Da quanto precede, è deducibile le Banche centrali sono costrette (?) per NORMALITÀ a stampare altri soldi, i quali, sempre NORMALMENTE, non potranno corrispondere a nessun bene reale. Quindi, normalmente, I SOLDI NON ESISTONO E LA CRISI E’ LA NORMALITÀ. Ora, è noto che spacciare una cosa per quello che non è, si commette una truffa. Ve lo ricordate l’effetto della voce di Saruman? L’ennesima perdurante TRUFFA liberista: inevitabile, normale, foriera di libertà e di progresso. Dove il giusto sembra sbagliato, il normale sembra scemo, Vermiliguo esce in televisione e “lo scemo del villaggio globale” non esiste… E questo articolo? Non è mai stato scritto.

A proposito di Saruman, gli ho domandato: se nessuno ha liquidità, come fanno a salire di 8 punti le Borse? Sapete cosa mi ha risposto? “Ho sempre detto che il sistema pensionistico va rivisto!”.

Scusa, presidente del Bianco Consiglio - ho replicato - ma se è la finanza che crea questi danni, perché non aboliamo la finanza? E se il dollaro non vale nulla, perché non usiamo un’altra moneta? “Stai zitto scemo!”, è stata la sua risposta.

Non esiste crisi reale, ma reali - statene certi - saranno gli uomini di Saruman che, come fecero dopo la “crisi” politica di Mani Pulite, piazzando Dini e Prodi a guardia dello stato e dei furti-privatizzanti, faranno gli assessori all’economia in ogni comune, in ogni ente pubblico, in ogni fabbrichetta… E se un giorno qualche Urukay in giacca e cravatta busserà alla vostra porta per controllare la vostra spesa, voi non direte: “è la dittatura”, ma che è solo colpa della “crisi”. Addirittura, qualcuno accuserà Frodo, di non lavorare per il “bene comune”..

Attenzione, però: anche la troppa sicurezza di poterci prendere tutti per scemi potrà fargli sfuggire la “crisi” dalle mani. Altre volte siamo risaliti dal fondo di un Gran Burrone, ed altre volte l’anello è stato perso… E ritrovato…

Nando Dicè
Lo Scemo del Villaggio Globale
http://www.mirorenzaglia.org/?p=3477

Postato da: Bjorn793ad a 08:54 | link | commenti (3)
citazioni, cultura, politica, appello, riflessione

giovedì, 09 ottobre 2008
Compratevi il kalashnikov

Di Massimo Fini: "Sangue infetto di un corpo morente"
Tratto da "Il giornale"


«Chi ha un minimo di senno dovrebbe comprarsi un pezzo di terreno coltivabile, dal quale cavare il sostentamento per sé e per i propri cari, e due kalashnikov».

Due kalashnikov?
«Sì, per difendersi dagli assalitori, da chi batterà le campagne in cerca di cibo».

Dieci anni fa, quando Massimo Fini diede alle stampe Il denaro, sterco del demonio (Marsilio) sapeva già come sarebbe andata a finire. Vaticinando il disastro, e dando pollice verso al nostro sistema partorito dalla rivoluzione industriale, parlò di Big Bang. «Il denaro, nella sua estrema essenza, è futuro, - scrisse -. È rappresentazione del futuro, scommessa sul futuro, rilancio inesausto sul futuro, simulazione del futuro a uso del presente. L’impressione è che, per quanto veloci si vada, anzi proprio in ragione di ciò, questo futuro orgiastico arretri costantemente davanti a noi. O, forse, in un moto circolare, niciano, einsteiniano, proprio del denaro, ci sta arrivando alle spalle gravi dell’immenso debito di cui l’abbiamo caricato».

Oggi, leggendo i giornali e guardando il Papa dire che «i soldi sono niente» gli viene in mente il crollo dell’Impero Romano. Una catastrofe, un cataclisma epocale dal quale la gente, «non potendo mangiarsi il cemento delle città, o le fabbriche, o le automobili, cercherà di tornare verso il mondo rurale, quello dell’autoproduzione, del baratto».

Quanto ci vorrà perché l’umanità, gabbata dai futures e dai subprime si metta in marcia verso l’agro romano, o quello umbro, o verso le dolci colline della Carolina del Sud?
«Questo non lo sa nessuno. Ma se accadesse già fra una decina d’anni, io non mi stupirei».

Torneremo a dare valore a una mucca.
«Almeno quella ti dà latte, vitelli, bistecche. Il denaro invece è davvero nulla, come dice tardivamente il Papa. Ma lui ne fa una questione di tipo morale, sulla quale sono d’accordo. Però non è solo questo. C’è anche un aspetto, per così dire, esistenziale. Nel senso che il denaro ha condizionato, stravolgendola, anche la nostra esistenza. Il denaro è una convenzione, un’astrazione che si basa sulla fiducia che gli uomini hanno in esso».

Una specie di gioco perverso...
«Un gioco cominciato quando il denaro ha smesso di essere uno strumento per evitare le triangolazioni del baratto ed è diventato a sua volta una merce. E su una merce virtuale, naturalmente, si innesta ogni tipo di manipolazione».

Anche stavolta, naturalmente, chi è rimasto con il cerino in mano sono i risparmiatori, i soliti fessi ai quali si chiede ogni volta di pagare il conto finale.
«Il paradosso stupefacente è che i risparmiatori, avendo poco denaro, finanziano attraverso le banche i ricchi, perché diventino sempre più ricchi. Temendo l’incertezza del futuro, trattengono il denaro senza capire che a essere diventato precario non è il futuro, ma il denaro stesso».

Non è un caso, forse, che l’Europa preindustriale, il mondo tradizionale, contadino, osteggiò l’immissione del denaro nella società che si era venuta sviluppando fin lì.
«Non è un caso no. È il denaro che fa saltare il banco delle società preindustriali. Accadde così anche in Africa, quando i colonialisti imposero il pagamento delle tasse a un mondo contadino che fino ad allora aveva vissuto di baratto e di autoproduzione. Mettere una tassa su ogni capanna voleva dire costringere i contadini a produrre un surplus da vendere per pagare le tasse, farli entrare nel gioco del denaro».



Tu dici che il denaro è futuro. Ma poi dici che questo futuro è inesistente. Viene voglia di spararsi.
«Eppure è così. Ti faccio un esempio. Se tu hai mille euro coltivi l’aspettativa che presentando questa somma a qualcuno, egli ti darà qualcosa in cambio. È una proiezione in avanti. Ora, quanto più il denaro aumenta, tanto più avanti si sposta il futuro. Vuol dire che abbiamo già ipotecato epoche talmente lontane da avere reso il denaro inesistente».

Fino a quando ha valore la promessa del denaro?
«Fino a quando la collettività ci crede».

Questa storia dei governi di immettere miliardi di dollari e di euro nel sistema ha del demenziale. È come se tu fossi in debito con me di 100 euro e io te ne prestassi altrettanti per consentirti di restituirmeli.
«Un gioco, appunto. In fondo al quale c’è la bancarotta, l’insolvenza. Ma stavolta non sarà come nel ’29, in America. Il mondo allora non era così integrato, così globalizzato. Ora, se crolla il sistema, si salveranno solo gli indigeni delle Andamane, che vivono di caccia e di pesca».

Tu magari esageri. Però lo scenario non è allegro.
«Io non credo di esagerare quando dico che gli scenari immaginabili sono devastanti. È la logica interna del sistema che me lo fa pensare. Il sistema si regge sulla crescita esponenziale, dimenticando che una logica simile esiste in matematica, non in natura. Ma siamo vicini al punto di non ritorno. Alla fine, quando si saranno saturati anche mercati economicamente modesti come l’Afghanistan, il sistema imploderà».

Ci potevano salvare la Cina, l’India, grandi civiltà culturalmente lontane dal modello occidentale. Ma abbiamo finito per risucchiarle nel sistema.
«Ecco perché la globalizzazione, ovvero l’essersi affidati a un unico modello è idiota. Ogni macchina sofisticata ha almeno due motori. Qui il motore è solo uno. Sicché, se il modello è sbagliato, visto che è globale, crolla tutto insieme. Globalmente, diremmo».

Postato da: Sanguenero a 16:57 | link | commenti (3)

lunedì, 15 settembre 2008
Meno energia per tutti!17 Settembre

Oscurità mondiale: il 17 settembre 2008 dalle 21.50 alle 22.00.



Proponiamo di spegnere tutte le luci e gli apparecchi elettronici affinchè il nostro pianeta possa 'respirare'.
Se ci sarà una risposta collettiva l'energia risparmiata sarà moltissima.
Solo dieci minuti e vedremo cosa succede.
Stiamo 10 minuti nell'oscurità, prendiamo una candela e semplicemente fermiamoci a guardarla mentre il nostro pianeta respira.
Ricordate che l'unione fa la forza e internet ha molta influenza, può essere qualcosa di veramente grande.
(appello che viene inoltrato tramite e mail)

Postato da: Sanguenero a 20:29 | link | commenti
appello